Patricia et Jean-Baptiste (1968). Il film, costato meno di 15 mila dollari, racconta l'impossibile storia d'amore/odio tra un proletario "québécois" e una giovane francese impertinente.

Patricia et Jean-Baptiste – Film de Jean Pierre Lefebvre

Film-pamphlet del 1971 che denuncia l'asservimento francofono all'imperialismo culturale anglofono nord-americano.

Q-Bec my love – Film de Jean Pierre Lefebvre

Forse è questo l'unico film di J. P. Lefebvre (1973) diffuso in qualche modo in Italia. Lo vidi casualmente alla televisione italiana verso la metà degli anni '70, durante la settimana santa della Pasqua. Lo ricordo come un film bellissimo, che racconta, con sguardo poetico e intimo,  la quotidianità di una coppia di anziani vicini alla morte che vivono amorosamente gli ultimi momenti della loro lunga vita in comune.

Forse è questo l'unico film di J. P. Lefebvre (1973) diffuso in qualche modo in Italia. Lo vidi casualmente alla televisione italiana verso la metà degli anni '70, durante la settimana santa della Pasqua. Lo ricordo come un film bellissimo, che racconta, con sguardo poetico e intimo, la quotidianità di una coppia di anziani vicini alla morte che vivono amorosamente gli ultimi momenti della loro lunga vita in comune.

Jean Pierre Lefebvre, nato a Montreal nel 1941, è un'importante e originale figura del cinema canadese. Attore, scenarista, regista e produttore, ha realizzato oltre 30 lungo metraggi, nessuno dei quali mai distribuito in Italia. Cineasta indipendente per eccellenza, J. P. Lefebvre ha fondato negli anni '60 una propria società di produzione. I suoi film indagano, con uno sguardo sottile, creativo e intimo, i rapporti umani e i contesti sociali in cui questi si sviluppano.

Jean Pierre Lefebvre, nato a Montreal nel 1941, è un'importante e originale figura del cinema canadese. Attore, scenarista, regista e produttore, ha realizzato oltre 30 lungo metraggi, nessuno dei quali mai distribuito in Italia. Cineasta indipendente per eccellenza, J. P. Lefebvre ha fondato negli anni '60 una propria società di produzione. I suoi film indagano, con uno sguardo sottile, creativo e intimo, i rapporti umani e i contesti sociali in cui questi si sviluppano.

Le révolutionnaire (1965) è il primo lungo metraggio di Jean Pierre Lefebvre. Parla di un gruppo di giovani riuniti in una villa per studiare la storia del Quebec e preparare la rivoluzione. Ma poi finiscono per uccidersi a vicenda.

Le révolutionnaire (1965) è il primo lungo metraggio di Jean Pierre Lefebvre. Parla di un gruppo di giovani riuniti in una villa per studiare la storia del Quebec e preparare la rivoluzione. Ma poi finiscono per uccidersi a vicenda.

Il ne faut pas mourir pour ça (1966). Un uomo di mezza età è segnato dalla morte e dalla delusione. Le sue inquietudini sono dovute alla situazione complessa del suo paese, il Canada, di cui vorrebbe poter cambiare il corso delle cose. "Le film de Lefebvre révèle une extraordinaire maitrise de la manière visuelle et de la substance invisible" (Pierre Perrault, 1967).

Il ne faut pas mourir pour ça (1966). Un uomo di mezza età è segnato dalla morte e dalla delusione. Le sue inquietudini sono dovute alla situazione complessa del suo paese, il Canada, di cui vorrebbe poter cambiare il corso delle cose. "Le film de Lefebvre révèle une extraordinaire maitrise de la manière visuelle et de la substance invisible" (Pierre Perrault, 1967).

Mon amie Pierrette (1969). Yves e la sua amica  Pierrette trascorrono un fine settimana al lago. Qui incontrano Raoul, un artista strambo e indipendente, che produce una forte impressione su Pierrette. Il giorno dopo, durante il viaggio di ritorno a casa, i due adolescenti rivedono Raoul che fa l'autostop al bordo della strada. Ma Yves, che guida la macchina, è morso dalla gelosia e non si ferma. La conseguente rottura del rapporto con l'amica è la metafora di quanto sia difficile cambiare.

Mon amie Pierrette (1969). Yves e la sua amica Pierrette trascorrono un fine settimana al lago. Qui incontrano Raoul, un artista strambo e indipendente, che produce una forte impressione su Pierrette. Il giorno dopo, durante il viaggio di ritorno a casa, i due adolescenti rivedono Raoul che fa l'autostop al bordo della strada. Ma Yves, che guida la macchina, è morso dalla gelosia e non si ferma. La conseguente rottura del rapporto con l'amica è la metafora di quanto sia difficile cambiare.

Jusqu'au coeur (1969). Il film, stilisticamente influenzato da Jean-Luc Godard, racconta il rifiuto della guerra di un disoccupato che combatte contro il lavaggio del cervello operato dalla società e dai mass media per conformarlo all'ideologia dominante favorevole all'inevitabile necessità della guerra. La sua mente potrà essere distrutta, ma non il suo cuore.

Jusqu'au coeur (1969). Il film, stilisticamente influenzato da Jean-Luc Godard, racconta il rifiuto della guerra di un disoccupato che combatte contro il lavaggio del cervello operato dalla società e dai mass media per conformarlo all'ideologia dominante favorevole all'inevitabile necessità della guerra. La sua mente potrà essere distrutta, ma non il suo cuore.

La chambre blanche (1969). Un bianco e nero immerso nella neve che descrive un viaggio all'interno della coscienza. Un omaggio all'amore dell'uomo e della donna, alla vita umana bella quanto crudele.

La chambre blanche (1969). Un bianco e nero immerso nella neve che descrive un viaggio all'interno della coscienza. Un omaggio all'amore dell'uomo e della donna, alla vita umana bella quanto crudele.

Il film, del 1973, racconta, alla maniera di un "polar", la storia di un venditore di droghe infiltrato tra gli studenti che lavora contemporaneamente per la Gendarmeria Reale. Opera caduta nel dimenticatoio, non disponibile neppure in DVD.

Il film, del 1973, racconta, alla maniera di un "polar", la storia di un venditore di droghe infiltrato tra gli studenti che lavora contemporaneamente per la Gendarmeria Reale. Opera caduta nel dimenticatoio, non disponibile neppure in DVD.

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